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Un scorcio di San Mauro Castelverde
Premessa
San Mauro Castelverde è un paese montano che per molti
anni è rimasto solitario su un’alta montagna, tuttavia, grazie
al carattere dei suoi abitanti, che lo Scinà definisce scaltri
e ben parlanti, non è rimasto un isolato nido di aquile. Ma
per uscire dal suo isolamento e dal suo impigrirsi dovrà
lavorare per non scomparire, e i suoi abitanti tutti, e i
giovani in particolar modo, dovranno raccogliere l’impegno
sintetizzato nella seguente frase di Mauro Leonarda contenuta
nella Ricerca ed esame delle notizie tradizionali e storiche
di San Mauro Castelverde (1894): "Se il lavoro che vi presento
non completò il pensiero che lo produsse, crederete, ed io
lo spero, che in me non era meno intenso il sentimento di
riuscirvi e di lasciare un ricordo affettuoso, se non duraturo,
il quale attesta la grande riconoscenza del Paese, verso cui
sono legato dalle più care e commoventi reminescenze della
vita".
Storia
Secondo la tradizione San Mauro esisteva già nel’VIII
secolo, forse nel VI a.C. Sempre la tradizione narra che la
Chiesa di Santa Maria dei Tracchi (nome greco per dire aspro
o per indicare Traci ?), meglio nota come dell’Annunziata,
fosse stata visitata da San Gregorio Magno e che questi abbia
lasciato, all’atto di inginocchiarsi, "l’impronta" della sua
presenza su una pietra (pietra che è conservata in chiesa
protetta da una piccola grata di ferro). Sempre in materia
di tradizioni, si vuole che da una pergamena trovata nel Castello
di San Mauro (trascritta interamente dal Leonarda), ma la
cui attendibilità è dubbia, risulti che "Pietro Verde, francese
nobile feudale del periodo di Carlo Magno, in disgrazia e
profugo, rifugiatosi in Sicilia, sbarcando nel 781 alla foce
del fiume Pollina, si diresse verso la Città di Calandra dominata
dai Bizzantini". Di lì a qualche anno il Verde avrebbe comprato
un terreno boschivo su un luogo bellissimo ed ivi costruito
un castello che, "portato a compimento nell’anno 788, prese
il nome di Castello Verde" (e da qui la giustificazione del
secondo nome aggiunto a San Mauro nel 1862), mentre, per quanto
riguarda San Mauro, esso è in onore del Santo morto nel VI
secolo.
Sotto i normanni e, particolarmente sotto Ruggero II, San
Mauro entra a fare parte della diocesi di Cefalù e, secondo
alcuni studiosi, il XIII secolo è il periodo nel quale San
Mauro sarebbe stato dotato del Castello, opera della contessa
Guerrera.
San
Mauro fu in possesso dei Ventimiglia dal XIV al XVIII secolo.
E’ sotto i Ventimiglia che viene costruita la chiesa di San
Mauro Abate, che ha incorporato le altre chiese esistenti
in loco e più esattamente San Mauro, San Giovanni e San Vito.
Di dette chiese, negli anni scorsi, durante i lavori di rifacimento
del pavimento, sono stati rinvenuti i ruderi.
Stemma
Dentro uno scudo: due scale e a destra una stella
Gonfalone
Colore: rosso
Festa del patrono
1° martedì di luglio – San Mauro Abate
Distanza da Palermo
120 Km
Come si chiamano gli abitanti
Maurini
Abitanti
3.151
Altitudine
1.050 m
ARTIGIANATO LOCALE.
Lavorazioni del legno, del ferro e del marmo; ricami.
PRODOTTI TIPICI. Prodotti caseari e olio d'oliva
PIATTI TIPICI. "Carni di capra ’nfurrazzata" (carne di capra
cotta al cartoccio nel forno a legna); Pasta "carni e milinciani"
(pasta con carne e melanzane); "Cunigliu all’imperiale" (coniglio
all’imperiale).
CAMPI SPORTIVI. Palestra e campo da tennis.
POSSIBILITA' DI ESCURSIONI. U' Miricu - gole del fiume Pollina
(zona B del parco). Fontana - Bevaio -c.da Canalicchio.
TRATTORIE. Arco Verde - via Garibaldi. La Posada - c.da Carsa.
AFFITTA CAMERE - PAESE ALBERGO. Per informazioni rivolgersi
al Municipio
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